giovedì 21 giugno 2018

Riflessioni di una piccola snob (al mare)



Eccomi, sono anni che non vado al mare...perché ho passato anni (quelli in cui ancora non avevo i capelli bianchi) a viaggiare in moto lost and wild in quei del Nord più selvaggio (tipo Norvegia, Scozia, Irlanda...ecc.): pioggia, vento e piedi freddi, e poi anni (quelli in cui ho cominciato ad avere i primi capelli bianchi) a vedermela con i conti (che non tornavano mai).
Oggi, dopo anni e anni...(e troppi capelli bianchi) vado al mare, quello vero eh...non quello dove con giubbotto e sciarpina guardi quattro pazzi fare il bagno incuranti di vento  freddo e sole pallido (un colpo d'aria e ciao).
Arrivo e non ci credo...eccolo lì che luccica con il sole caldo che si specchia. Mi fermo per la colazione perché voglio cominciarla al meglio questa giornata...perché mi sa di nuovo inizio e salsedine, perché ho inspirato ed espirato ed ora sono pronta.
Ordino tè e croissant (che il cornetto è un'altra cosa)..."ma il tè lo vuole freddo?"...mi guardo in giro (ma chiede a me?)..."caldo grazie, nero, Darjeeling, in tazza Limoges e zucchero di cocco integrale"
Comunque mentre aspetto cercando di togliermi di dosso quell'allure un po' sfigata da tè caldo a colazione con quaranta gradi all'ombra...voilà che la sciura (esageratamente profumata) mi versa addosso il suo caffè bollente. Sopporto l'ustione (un quarto grado di sicuro) ma il mio abito di Vivienne Westwood di seta cotta (di un rosso quasi Valentino) che non puoi lavare-stirare-tantomeno pensare di sfiorare con uno smacchiatore???!!!
Fulmino la sciura che si è già dimenticata del fattaccio mentre la mia macchia sembra diventare il lago di Como senza Clooney.
Sento che i miei chakra si stanno chiudendo, mi concentro sul sole, le stelle e quel paio di mules viste in vetrina.
Albergo - e almeno trenta minuti trenta per ponderare il nuovo look: long dress e straw bag e l'outfit ce l'abbiamo.
Lavanderia poi finalmente direzione spiaggia ma mentre esco un tizio brizzolato mi travolge con la sua bicicletta, lui barcolla ma non molla...io a terra con il fianco dolorante. Vabbè... penso...forse la botta riuscirà a nascondere un po' di cellulite (maledetta cellulite).
Comunque non mi ferma più nessuno, lo sciabordio del mare è come il richiamo suadente di una sirena con la voce di Adele e i capelli di Beyoncè, ok...forse non è il mare ma poco importa, ormai sento la salsedina sulla pelle (sui capelli invece no perché ho vaporizzato un anticrespo, lucidante, protettivo-addolcente che neanche un ciclone me li stressa).
Vado, vado...arrivo al bagno 56 (quello convenzionato con l'albergo che lettino e ombrellone a baldacchino mi costano più di una flapbag di Chanel).
Abbandono le mie Birkies (oddio...ma me le ruberanno?), controllo il costume: bikini ma con pudore (tradotto: il lato B al vento anche no) percorro la passerella in legno e non vedo più nessuno...sono annebbiata da mille sensazioni: la sabbia sotto ai piedi (mmmhhh...comincia già a scottare), i profumi di creme solari (uuuhhh questo no signora, cambi marca...dove l'ha preso al discount?!)...e poi il mare, calmo, piatto come l'asse da stiro che non uso più da tempo. In cielo nemmeno una nuvola.
Ciao mare...ti voglio assaporare lentamente, voglio ascoltare il tuo scroscio rilassante riempirmi il cuore, l'anima, la mente e tutti i pori (che con quello che mi è costata l'estetista...)...
(certo se quel nanetto la smettesse di frignare...).
Le onde accarezzano le mie gambe, l'acqua salata sulla pelle (pfui, pfui...proprio salata), le conchiglie (oddio quante ne ho raccolte), l'aereo che vola, il bombolone, cocco bello, i sandali di plastica (non ridete che potrebbero essere il nuovo trend dell'estate se solo Miuccia ci pensasse)...il Marocchino con la merce contraffatta (nuuu, non si dice contraffatta, non è eticamente accettabile...che poi magari si offende...meglio "fake on the beach" o "tarocco shore" un po' come "pesce veloce del Baltico" per dire "merluzzo").
"Aaaaahhhh"...(che dolore), il bagnino accorre (con la panza e i capelli bianchi, bene pure il Baywatch vintage abbiamo)...
"Signora...non è grave, ma sarebbe meglio un giro al pronto soccorso, è un morso di medus..."
Cioè...volete dirmi che l'unica medusa che nuotava allegramente nel giro di km ha scelto me e proprio me??!!
Lo posso sopportare...ma "signora no eh...lo dica a qualcun'altra!"
(L'anno prossimo mi ritiro in montagna).


Riflessioni di una piccola snob.


Una vera (piccola) snob tende sempre a precisare:
.il cornetto ha il cuore di panna
.lo zucchero di cocco lo voglio almeno almeno from Polinesia che quello equosolidale non è di qualità
.le sirene sono sempre spettinate che in fondo al mar l'anticrespo non funziona
.Birkes sta per Birkenstock che se sei stato in vacanza a Biarritz sai che il ciabattone è il nuovo chic
.si può dire che ho raccolto tante conchiglie? Non è che sono diventate specie protetta come i mufloni di Timbuctù.


Queste storie sono scritte con ironia, prendetele come tali e non si riferiscono a fatti realmente accaduti tranne che per il tè caldo a colazione (mica il cappuccino lo bevete freddo no?), i viaggi nel nord più selvaggio, l'abito di V. Westwood che non si può lavare e stirare (senza macchia fortunatamente) e le Birkies a Biarritz.


Photos and textes by Anna Sala and Erminio Paravisi (Mimmo). All Rights Reserved.

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